Tenerife: mare, sole e vulcano

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Tenerife è un’isola maestosa che si erge al centro dell’arcipelago delle Isole Canarie, un insieme di sette isole che fin dai tempi antichi furono ritenute luogo fortunato e rigoglioso.

Le Isole Canarie, anche se distano più di 1.500 km dalla penisola iberica, appartengono politicamente alla Spagna e quindi rientrano a pieno diritto nell’Unione Europea.

Tenerife dista circa un centinaio di km dalla costa marocchina e quindi geograficamente e climaticamente si associa al continente africano.

Le Isole Canarie presentano profili molto diversi tra loro: dalle turistiche e desertiche isole orientali come Lanzarote e Fuerteventura che presentano spiagge immense ed assolate, alle verdi e sperdute isole di La Palma, El Hierro e La Gomera che solo recentemente si sono aperte al turismo straniero. 

Al centro dell’arcipelago canario si ergono le due isole più importanti e popolose:

  • Tenerife con il suo capoluogo: Santa Cruz de Tenerife, che insieme a San Cristobal de La Laguna, costituisce il secondo agglomerato urbano di tutta l’area geografica.
  • Gran Canaria su cui sorge la città principale, nonché capitale, Las Palmas.

Teide: il maestoso vulcano di Tenerife

Arrivando a Tenerife non si può non notare il profilo dell’isola segnato dal Teide, il vulcano che ha generato l’isola stessa.

Oggi con i suoi 3.715 m sul livello del mare, è la vetta più alta della Spagna e delle isole dell’Oceano Atlantico, nonché il terzo vulcano al mondo (circa 7.500 m sopra la piattaforma oceanica).

Entrando più nel dettaglio si dovrebbe comunque precisare che Tenerife è il frutto dell’unione di tre coni vulcanici più antichi.

Attualmente la sua forma allungata verso nord dipende da uno sprofondamento della sommità. Questo evento catastrofico ha portato il vulcano ad abbassarsi dai precedenti 5.000 m di altezza fino ad assumere la sua conformazione attuale.

Se osservato con attenzione si può notare un cono sommitale rigeneratosi all’interno di una caldera, di sedici km di diametro, chiamata Las Cañadas.

Il sole 330 giorni all’anno

Tenerife è un’isola che gode di una temperatura pressoché costante e intorno ai 24 gradi durante tutto l’anno. Viene definita per questa sua caratteristica “isola dell’eterna primavera”.

Il sole si palesa ogni giorno e difficilmente è coperto da nuvole soprattutto nella zona costiera. Le pendici del Teide invece tendono a presentarsi con una nuvolosità più variabile. In ogni caso la godibilità delle giornate all’aperto non è mai messa in discussione. 

La costante presenza di irradiazione solare rende il sud dell’isola ricco di piante tropicali o succulente. Il nord si presenta più rigoglioso e verdeggiante poiché piove più spesso.

A settembre 2022 il passaggio del ciclone Hermine ha però trasformato questa tendenza riversando anche sulla parte meridionale parecchi millimetri d’acqua per alcuni giorni. 

Ciò ha creato un fenomeno meraviglioso. Quei terreni che fino a qualche settimana prima sembravano desertici hanno iniziato a fiorire e a tingersi di un verde intenso.

La pioggia che cade a sud di Tenerife non fa altro che mettere in evidenza come tutta l’isola sia estremamente fertile. Se la parte nord è verdeggiante tutto l’anno quella sud lo può diventare in pochi giorni!

La flora e la fauna di Tenerife

Nonostante la presenza maestosa di questo elemento naturale, non sempre clemente con l’uomo,Tenerife è sempre stata considerata un luogo di straordinaria bellezza.

Tra i motivi di particolare splendore spiccano sia la flora sia la fauna, molto varie e con specie (piante e animali) endemiche delle Isole Canarie

D’altronde il terreno vulcanico è notoriamente un terreno estremamente fertile e oggi lo si può apprezzare data la grande quantità su tutta l’isola di piantagioni di “platani canari”.

Il nome simile all’italiano non deve ingannare. Si tratta dei tipici banani che producono un frutto più piccolo, ma anche più gustoso, delle banane che abitualmente arrivano sulle tavole di tutto il mondo. 

Per la particolarità della fauna ricordiamo in particolare il canarino, animale domestico allegro, vivace, dal bel canto e di compagnia.

Questo volatile è la versione addomesticata del canarino atlantico. Oggi viene considerata la “mascotte” dell’arcipelago per la sua originalità e dolcezza.

Cosa vedere sull’isola

Oggi al visitatore Tenerife offre eventi e attività uniche nel panorama mondiale.

Ad esempio:

  • Il clima primaverile-estivo tutto l’anno (nel sud di Tenerife).
  • Il Parco nazionale del Teide.
  • Le imponenti scogliere di Los Gigantes.
  • Le escursioni a Masca, Garachico e nell’entroterra di Tenerife.
  • Whale watching, per entrare a contatto diretto con balene e delfini.
  • Il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife tra febbraio e marzo.
  • Il Loro Parque, uno degli zoo più grandi del mondo.
  • Il Siam Park, un parco acquatico di ambientazione tailandese famosissimo anche a livello internazionale.

Il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife

Il Carnevale di Tenerife è molto sentito ed è il secondo Carnevale più importante del mondo dopo quello brasiliano.

La festa si svolge in stile caraibico con costumi esotici, competizioni di scuole di samba, parate, feste, musica e carri allegorici.

L’isola per tutto il periodo è invasa da sgargianti personaggi in maschera, sfilate di carri musicali, spettacoli di danze folcloristiche locali e sudamericane.

Tra questi eventi spicca il prestigioso concorso delle scuole di samba, che accompagna le colorate sfilate. Viene inoltre eletta la maschera regina del carnevale. 

A Santa Cruz de Tenerife le celebrazioni vanno avanti instancabilmente giorno e notte fino al mercoledì delle Ceneri.

Si giunge così alla tradizionale cerimonia della sepoltura della sardina, durante la quale, un allegro corteo funebre brucia un’enorme sagoma del pesce, segnando la fine del Carnevale.

Il mare che infonde una grande pace

Il mare a Tenerife si mostra sotto molteplici forme nel suo modo di incontrare l’isola. In generale l’Oceano Atlantico presenta un moto ondoso costante che si infrange su neri scogli.

La contrapposizione del biancheggiare dei flutti che ostinatamente si riversano sulla nera roccia è un elemento che trasmette tutta la forza della natura.

In realtà se questo fluire è osservato alla sera infonde una grande pace derivante dalla consapevolezza che tutto torna. 

Questa pace è poi accresciuta dal fatto che in alcuni punti, come a Garachico, si sono formate delle piscine naturali. 

L’incontro della roccia e delle onde oceaniche ha favorito la formazione di vasche dove l’acqua cristallina è trattenuta. Qui il bagnante può trovare refrigerio e serenità nel sentirsi, in forma protetta, cullato dalla potenza delle onde.

Nell’incontrare la terra vulcanica dell’isola il mare ha fatto emergere anche spiagge e scogliere con colori inaspettati. Tra questi spiccano il giallo ocra della Montaña Amarilla e il rosso mattone della Montaña Roja.

Ma i colori per chi scruti attentamente l’orizzonte possono essere molti di più sulla superficie del mare.

La vastità della distesa oceanica fa sì che ogni giorno il colore dell’acqua vari dal bianco abbagliante all’indaco, dal turchese al verde marino.

Balene e delfini (whale watching)

La costa ovest di Tenerife e il braccio di mare compreso tra le isole di Tenerife e La Gomera, rappresentano un vero e proprio paradiso per gli animali marini.

Per chi desidera vederli è possibile organizzare quotidianamente attività di “whale watching” rispettose di tutte le creature del mare.

Non è quindi un caso che questo luogo sia stato dichiarato sito Patrimonio per la Conservazione e la Salvaguardia delle Balene, “Whale Heritage Sites – WHS”.

Si tratta della prima area marina europea a ricevere questa denominazione, con i suoi 22 km di costa che vanno dal Faro di Rasca a Punta de Teno.

Qui hanno la loro casa non solo 500 balene pilota, ma anche diverse specie di delfini, balenottere azzurre, orche e tartarughe “caretta caretta”, che transitano ogni anno lungo le coste di Tenerife.

Ma la valorizzazione di questo posto magico non è finita qua, infatti, Tenerife è anche l’unico luogo in Europa a ricevere la certificazione di garanzia di “Responsible Whale Watching” dal “World Cetacean Alliance”.

Questa certificazione attesta la sicurezza che le attività di avvistamento dei cetacei siano promosse in modo rispettoso della natura e degli animali.

Divertimento nei parchi di Tenerife

Il Loro Parque fu inaugurato nel 1970 e aperto ufficialmente al pubblico nel 1972. Inizialmente disponeva di una superficie di 13.000 m2 dove si riproducevano gli ambienti naturali dei vari animali.

Fin dalle origini risiedevano più di 150 pappagalli e si teneva il primo spettacolo di lori. 

Oggi il parco raggiunge i 135.000 m2 di estensione ed è in grado di ricevere fino a 50 milioni di visitatori all’anno. Negli ultimi anni ha ricevuto il premio come miglior zoo del mondo per due anni consecutivi.

Il Siam Park, invece, ha aperto le porte per la prima volta nel 2008. Vista l’ambientazione esclusivamente dedicata alla natura e alla cultura siamese il taglio del nastro avvenne alla presenza della principessa Maha Chakri Sirindhorn.

Oggi costituisce la più realistica possibilità di sperimentare l’atmosfera del paese del Sudest asiatico senza recarsi direttamente in loco e con un volo aereo molto meno impegnativo per durata.

L’ideatore del parco ha ricevuto il permesso di realizzare il suo progetto direttamente dalla famiglia reale tailandese. L’unica limitazione è stata posta nel fatto di non riprodurre elementi fortemente tradizionali come le residenze reali o le statue del Buddha.

Tenerife tra mito e storia

Vi è un nome forse poco noto che fin dal tempo dei geografi greci è stato utilizzato per indicare le numerose isole che si distinguevano nell’Oceano Atlantico al di là dello Stretto di Gibilterra, nell’antichità indicato, da alcuni autori, con il nome di Colonne d’Ercole: Macaronesia.

Il nome deriva dal greco, appunto, μακάρων νῆσοι (makàrōn nêsoi) che tradotto in termini odierni significa Isole Fortunate o Isole dei Beati.

Questa seconda traduzione sottolineerebbe maggiormente che le Isole Canarie non sono solo ideali da un punto di vista climatico e naturalistico.

Secondo leggende del passato Tenerife e l’arcipelago canario divennero in epoche lontanissime patria d’elezione di uomini illustri, eroi e addirittura divinità.

Secondo alcune interpretazioni le Isole dei Beati coincidevano con i Campi Elisi. Erano quel luogo di beatitudine a cui nel mondo pagano erano destinate le Anime degli uomini pii e giusti.

Tra queste isole Tenerife era stata chiamata dal naturalista Plinio il Vecchio “Nivaria” o “Ninguaria”, a dimostrazione del fatto che quest’isola ha una particolarità unica rispetto a tutte le altre isole dell’arcipelago canario.

Nei mesi invernali, infatti, può capitare che la sommità del Teide sia innevata; oltre a fornire uno spettacolo per i naviganti di un tempo oggi questa caratteristica permette di passare, nell’arco di qualche ora, dal clima alpino a quello mediterraneo.

Un turista avrà così la possibilità, nel medesimo giorno, di lanciarsi palle di neve sul Teide o tuffarsi e nuotare nell’acqua cristallina delle spiagge del sud di Tenerife.

Gli indigeni di Tenerife: i Guanci

Da un punto di vista storico e archeologico si sa che prima delle conquiste e delle conseguenti devastazioni degli europei, a cavallo degli anni in cui Cristoforo Colombo iniziò a organizzare le sue spedizioni alla volta del continente americano, le Isole Canarie erano abitate da varie popolazioni che abitualmente vengono identificate con il nome di “Guanches” o Guanci.

L’aspetto di questi popoli doveva essere molto simile agli attuali abitanti del Nord Africa. 

Presentavano una carnagione olivastra e probabilmente erano di origine berbera, cioè provenivano da quelle regioni che oggi vengono indicate con il nome di Maghreb. 

Il modo di vestire risultava essere piuttosto variegato e colorato. Venivano utilizzati per la realizzazione degli abiti vari materiali come cuoio, pelle, foglie e fiori con coloranti naturali molto sgargianti.

Tra questi spiccava il colore rosso ricavato dall’albero del drago, che costituisce ancora oggi una delle specie autoctone più tipiche dell’arcipelago canario.

A voler essere precisi il nome Guanci, che abitualmente viene utilizzato per indicare tutte le popolazioni autoctone, si riferisce solo a coloro che abitavano Tenerife. Solo per estensione viene utilizzato in riferimento a tutti gli abitanti delle altre isole dell’arcipelago. 

Ad esempio, Gran Canaria era abitata da un popolo chiamato “Canarios”. Questo dimostra, che pur condividendo un’origine comune con gli abitanti delle altre isole, ogni isola si riteneva culturalmente e istituzionalmente indipendente. 

Proprio a livello di organizzazione politica a Tenerife troviamo importanti segni di un glorioso passato.

Se ci rechiamo, infatti, nel paese di Candelaria si trova non soltanto l’imponente santuario che celebra la patrona di tutte le isole, Nuestra Señora de Candelaria.

Il lungomare presenta anche le statue di nove re, detti “mencey”. I “mencey” governavano i vari regni in cui era divisa Tenerife al momento dell’arrivo dei conquistatori spagnoli. 

La calima, il vento caldo di Tenerife

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare come sia impossibile che di fronte a tanta bellezza e varietà di esperienze non ci sia almeno un aspetto poco piacevole.

Ci sarà pure qualcosa che rende meno invidiabile il clima di Tenerife che, per la sua temperatura costante durante l’anno, garantisce una sorta di eterna estate ventilata dalle temperature miti.

In effetti un fenomeno atmosferico che può rendere qualche giornata non particolarmente piacevole da un punto di vista climatico e cromatico c’è: la calima. 

Questo fenomeno è proprio delle isole Canarie, in particolare quelle più orientali quali Fuerteventura, Lanzarote e Gran Canaria.

La calima è generata da un vento di scirocco proveniente dal vicino Sahara. 

Questo vento porta con sé, oltre all’aria calda africana, anche polvere e sabbia.

Si produce così una foschia costante e il repentino innalzamento delle temperature che si stabilizzano, per tutta la durata del fenomeno, intorno ai 40°. 

La polvere giallastra è molto fine e riesce a passare da porte e finestre chiuse.

All’esterno, la visibilità si riduce quasi a zero e l’aria si fa pesante, con la possibilità d’avere la pioggia “rossa”.

Il fenomeno è abbastanza frequente, anche se generalmente è limitato ai mesi primaverili e estivi.

Nel corso dei millenni la calima è stata il principale artefice della creazione di particolari ecosistemi, diventati mete turistiche.

Tra questi possiamo ricordare le Dune di Corralejo a Fuerteventura e le Dune di Maspalomas nell’isola di Gran Canaria.

Il fatto però che gli abitanti di queste isole abbiano imparato a convivere con spirito di ironia nei confronti di questo fenomeno è testimoniato dal fatto che la radio italiana delle Canarie porti proprio il nome di “Radio Calima”.

Questo nome sembra quasi testimoniare che anche l’aspetto che potrebbe essere considerato scomodo e evitabile fa parte della giocosità, della vivacità e della bellezza di questo arcipelago.

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