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Guru Purnima (Poornima)

Guru Purnima (Poornima) è una festività spirituale indiana celebrata durante la prima luna piena del mese di Ashadha (Giugno – Luglio) del calendario induista e nepalese, in onore di Vyāsa, il rishì che trasmise all’umanità la sacra conoscenza dei Veda.

Quest’anno Guru Purnima cade il 24 Luglio 2021.

In passato, Guru Purnima era dedicata a tutti i maestri o insegnanti spirituali, che in sanscrito vengono chiamati “guru”.

Oggi, in India, invece questa festività si celebra in onore dei maestri di qualsiasi genere: guru spirituali, insegnanti accademici o artistici.

Perché è così importante Guru Purnima?

Questa festività celebra il giorno sacro in cui, Adiyogi Śiva (Shiva), iniziò la trasmissione della scienza senza tempo dello Yoga ai suoi primi discepoli, i Saptarishi. 

Così, l’Adiyogi divenne l’Adi Guru ovvero il primo Guru.

Furono poi i Saptarishi, definiti anche i sette rishì saggi, a diffondere questa antica conoscenza in tutto il mondo, gettando così le fondamenta per quasi tutti i processi spirituali ad oggi conosciuti nel mondo.

Condividendo tale conoscenza, Adiyogi Śiva, diede all’umanità la possibilità di trascendere i limiti del corpo fisico, per aprirsi in modo consapevole alla vera esistenza.

Che cosa significa guru in India

Il guru è colui che dissolve le tenebre della morte, mostrando la Luce della vita.

È un uomo saggio e illuminato, che avendo realizzato la propria esistenza, si mette al servizio dell’umanità per condividere la propria saggezza, rispettando il Karma Yoga.

Il guru aiuta i propri discepoli a dissipare l’ignoranza della mente, aiutandoli a sperimentare la propria Luce interiore.

Nel mondo esoterico è la Luce del Sé-infinito o della conoscenza suprema.

Nel mondo accademico, invece è la luce del sapere.

Omaggio al Guru

Guru Purnima è il giorno – sacro – in cui gli allievi inviano ai propri guru o maestri, profonda gratitudine e amorevoli benedizioni.

In tutte le tradizioni antiche, il maestro gode sempre di grande rispetto, perché la conoscenza di per sé ha un valore inestimabile.

Questa riverenza per tutti i maestri si fonda sul fatto che, in passato, ricevere una qualsiasi forma di educazione era un privilegio riservato a pochi.

Durante il giorno di Guru Purmina tutti gli allievi possono rendere omaggio sincero ai propri maestri o guru.

Il modo migliore per dimostrare tutta la propria gratitudine e riconoscenza è mostrare la parte migliore di sé attraverso le proprie azioni.

La cosa veramente importante, non è solo onorare il proprio guru con dei doni o delle preghiere, ma è agire con Amore, dedicandosi ancora di più alla propria pratica spirituale.

La festività di Guru Purnima, quindi è un giorno particolarmente indicato per praticare con ancora più dedizione la sādhanā: meditazione, yoga o mantra.

Durante questa festività, gli allievi e discepoli in tutto il mondo, si uniscono in un intento comune, generando un’onda di vibrazioni spirituali, che si propagano in tutto il pianeta.

Agisci sempre con fiducia, sincerità e Amore.

Invia un pensiero d’Amore ai tuoi maestri .

Oggi, concediti qualche minuto per esprimere profonda gratitudine al tuo maestro.

Chiudi gli occhi e respira in modo consapevole, sempre col naso, portando la tua attenzione nel cuore.

Ripeti qualche ciclo di respirazione e poi pensa ai tuoi maestri o insegnanti.

Esprimi, dal tuo cuore, profonda gratitudine e riconoscenza per tutti i loro insegnamenti.

Fai un respiro profondo e poi apri delicatamente gli occhi.

Il gurukula prima degli inglesi

Il gurukula (o gurukulam) era il sistema educativo nell’antica India prima dell’arrivo degli inglesi.

Il discepolo, dopo essere stato accettato dal maestro, si allontanava dalla propria famiglia, per vivere vicino al proprio maestro.

In questo modo poteva immergersi completamente nello studio, alternando pratiche spirituali, intellettuali e fisiche.

La relazione tra il discepolo e il maestro, che si fondava su una grande devozione, cresceva proporzionalmente alla constatazione della saggezza del guru.

Ogni anno, in occasione delle festa di Guru Purnima, il discepolo offriva una particolare pūjā al proprio maestro, per esprimere la propria devozione e gratitudine.

Oggi, in occasione di questa festività la pūjā in onore dei propri maestri spirituali (viventi o storici) si celebra nei templi, con offerte di cibo, fiori e incenso.

Anche nelle scuole, gli studenti indiani, esprimono profonda gratitudine ai propri insegnanti per l’importante funzione sociale che svolgono. 

Essere accettati da un guru o maestro

I Saptarishi o sette rishì dovettero attendere 84 anni prima di essere accettati come discepoli da Adiyogi.

Imparare è un privilegio a cui dare grande valore, quindi è importante esprimere sempre profonda gratitudine ai propri maestri, per l’opportunità ricevuta.

I guru più famosi in India

I guru più famosi in India che vengono ricordati durante la festività Guru Purmina sono:

Vyāsa: A cui si deve il Mahābhārata, l’enorme poema epico con tutto lo scibile umano e la suddivisione del Veda in quattro libri. Egli era un rishì, uno dei sette grandi saggi.

Dronacharya: Era il precettore reale dei Kaurava, dei Pandava e maestro di Arjuna. Era anche un grande guerriero ed eroe della Bhagavadgītā, esperto di arti militari avanzate, comprese le armi divine o Astra.

Vasishta: Era uno dei Saptarishi, i sette grandi saggi rishì nel settimo Manvantara. Era anche ministro della giustizia del re Dasharatha.

Krishna: Avatāra di Visnù, nella Bhagavadgītā insegna la verità del karma yoga ad Arjuna. Era considerato un essere supremo.

Vālmīki: Autore mitico del Rāmāyaṇa che – insieme al Mahābhārata – è considerato uno dei più grandi poemi epici del Sanatana Dharma. Secondo una versione della sua storia, egli era un brigante che viveva nella foresta depredando i viaggiatori, prima del suo incontro con il saggio Nārada.

Vishvamitra: Era uno dei rishì o sette saggi più venerati dell’antica India. Un essere quasi divino, considerato anche l’autore di gran parte del terzo Mandala del Rigveda, incluso il famosissimo Gāyatrī Mantra, il mantra della creazione, che se cantato con devozione disperde le tenebre dell’ignoranza.

Breve storia di Vyāsa

Un giorno, sulle rive del fiume Yamuna, un pescatore sventrando un enorme pesce, trovò al suo interno due neonati: un maschio e una femmina.

Il pescatore condivise la sua scoperta con il re che tenne con sé il maschio, invece la femmina fu cresciuta dal pescatore con il nome di Satyavatī.

Satyavatī un giorno, incontrò Parāśara, un saggio rishì che doveva attraversare il fiume in cui pescava il padre. Il rishì vedendo Satyavatī, si innamorò subito di lei e dalla loro relazione nacque Vyāsa, che divenne uno dei sette grandi rishì.

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